Francia, il rispetto degli animali non è ancora entrato a scuola

Sui social è circolata la notizia della legge come se fosse già stata approvata una nuova norma, ma in realtà non è così. È invece in vigore da qualche anno la legge n. 2021‑1539 del 30 novembre 2021, con cui la Francia ha modificato il Code de l’éducation introducendo un obbligo preciso: l’insegnamento morale e civico, dalla scuola primaria al liceo, deve sensibilizzare gli alunni al rispetto degli animali da compagnia.

Schoolchildren in a classroom smiling alongside various animals including a goat, monkey, and donkey.

Il tema della protezione degli animali di compagnia, in Francia, è stato affrontato intervenendo sul Code de l’éducation. L’insegnamento morale e civico deve sensibilizzare gli alunni, dalla scuola primaria al liceo, al rispetto degli animali da compagnia, presentati esplicitamente come esseri senzienti, e deve contribuire alla prevenzione di ogni forma di maltrattamento. L’obiettivo è agire sulla mentalità delle nuove generazioni, promuovendo responsabilità e consapevolezza verso gli animali che vivono a stretto contatto con gli esseri umani.

La legge 2021‑1539 fa parte di un più ampio pacchetto contro i maltrattamenti, che interviene anche su vendita, abbandono e violenze sugli animali da compagnia. Le associazioni animaliste hanno accolto con favore l’ingresso del tema nei programmi scolastici, sottolineando il ruolo educativo della scuola nella prevenzione degli abusi. Resta ora al Ministero dell’Istruzione tradurre il nuovo obbligo in percorsi didattici concreti, tra lezioni, attività di sensibilizzazione e materiali per gli insegnanti.

E in Italia? La svolta con la legge Brambilla

In Italia il tema del benessere animale è stato rilanciato dalla cosiddetta legge Brambilla (legge 6 giugno 2025, n. 82), che ha riscritto in parte la disciplina penale dei reati contro gli animali. La riforma ha inasprito le pene per maltrattamento, uccisione e abbandono, portando in diversi casi la reclusione fino a 3–4 anni e aumentando in modo significativo le sanzioni economiche, con multe che possono arrivare a decine di migliaia di euro. Sono stati inoltre rafforzati il divieto di detenzione di animali per i condannati e gli strumenti per il sequestro e la confisca degli animali maltrattati, così da allontanarli più rapidamente dai contesti di violenza. In questo modo magistrati e forze dell’ordine dispongono oggi di una gamma più ampia di misure, dal carcere alle sanzioni pecuniarie, per colpire chi si rende responsabile di abusi. A differenza della Francia, però, il nodo dell’educazione al rispetto degli animali all’interno dei programmi scolastici italiani resta in gran parte affidato a iniziative locali e progetti volontari, più che a un obbligo nazionale strutturale.

È senza dubbio un passo avanti importante, ma la cronaca continua a raccontare troppi casi di crudeltà e maltrattamento, come ha dimostrato il caso della gatta Rosi, vittima di stupro a Tor Tre Teste (Roma). Segno che non basta inasprire le pene, bisogna lavorare di più su cultura ed educazione. Anche da questo punto di vista, al netto delle esagerazioni circolate sui social, l’esempio dei “cugini” francesi – con la legge 2021‑1539 che porta il rispetto degli animali da compagnia dentro l’insegnamento morale e civico – indica una strada possibile da cui potremmo imparare.

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