Instagram e Facebook cambiano per gli adolescenti: due ore al giorno e stop di notte negli Stati Uniti
Un accordo tra Meta e una vasta coalizione di procuratori generali americani introduce limiti di tempo, blocchi notturni, meno notifiche e controlli più forti sull’età per gli under 18. Il 31 agosto un nuovo approfondimento ha riportato al centro il problema più difficile: capire davvero quanti anni ha chi utilizza un social. Le nuove regole riguardano gli Stati Uniti, ma arrivano mentre anche l’Europa sta aumentando la pressione sulle piattaforme per proteggere bambini e adolescenti.

Se hai meno di 18 anni, Instagram potrà davvero bloccarsi dopo due ore? E se vivi in Italia, cambierà qualcosa anche per te? Sono le domande più immediate dopo l’accordo raggiunto negli Stati Uniti tra Meta e una vasta coalizione bipartisan di procuratori generali, approvato da un giudice il 27 agosto, che obbliga la società proprietaria di Instagram e Facebook a modificare in modo significativo l’esperienza offerta agli utenti adolescenti.
La distinzione più importante è questa: il nuovo limite delle due ore e il blocco notturno fanno parte dell’accordo statunitense e non diventano automaticamente regole per gli adolescenti italiani. La vicenda, però, riguarda anche l’Europa perché affronta un problema che ormai va molto oltre i singoli contenuti pubblicati sui social: quanto il design stesso di una piattaforma — notifiche, autoplay, scrolling continuo, raccomandazioni — possa favorire un utilizzo difficile da interrompere, soprattutto negli utenti più giovani.
Il nuovo sviluppo è arrivato il 31 agosto, quando Reuters ha analizzato uno dei nodi più complessi dell’accordo: Meta dovrà diventare più efficace nel riconoscere l’età reale degli utenti, soprattutto per individuare bambini sotto i 13 anni che aprono un account dichiarando di essere più grandi. È una questione meno semplice di quanto possa sembrare, perché per proteggere un minore bisogna riuscire a riconoscerlo come tale, ma farlo senza trasformare la verifica dell’età in una raccolta indiscriminata di dati personali.
Cosa cambia per gli adolescenti negli Stati Uniti
L’accordo, annunciato il 26 agosto e approvato dal giudice il giorno successivo, chiude una parte importante delle cause avviate dagli Stati americani contro Meta per il modo in cui Facebook e Instagram sarebbero stati progettati e gestiti nei confronti dei minori. Meta non ha ammesso responsabilità, ma ha accettato una serie di modifiche strutturali che riguardano tempo di utilizzo, notifiche, feed, contenuti e verifica dell’età.
Sul piano economico è importante parlare di una cifra potenziale e non di un pagamento certo di 18 miliardi di dollari. Il procuratore generale di New York presenta l’intesa come un accordo che garantisce agli Stati almeno 12,1 miliardi di dollari e può arrivare fino a 17,1 miliardi se altre grandi piattaforme raggiungeranno accordi analoghi. Meta, nel proprio comunicato ufficiale del 26 agosto, utilizza invece una quantificazione di circa 18 miliardi, spiegando che circa 12,7 miliardi saranno distribuiti agli Stati partecipanti nell’arco di dieci anni, mentre i restanti 5,3 miliardisaranno liberati soltanto se YouTube e TikTok adotteranno a loro volta determinate misure di protezione e contribuiranno economicamente secondo le condizioni previste dall’accordo.
La differenza tra le cifre deriva quindi anche dal modo in cui le parti contabilizzano la componente garantita e quella condizionata dell’intesa, ma il punto essenziale per ragazzi e famiglie è un altro: insieme al pagamento, Meta ha accettato cambiamenti concreti nel funzionamento delle proprie piattaforme.
| Cosa cambia | Come funzionerà |
| Tempo massimo | Due ore complessive al giorno tra Instagram e Facebook per gli under 18. Per superare il limite servirà il permesso di un genitore. |
| Notte | Blocco predefinito tra mezzanotte e le 6 per Feed, Stories, Explore, Reels e pubblicazione dei contenuti. |
| Scuola | Le notifiche saranno limitate durante l’orario scolastico, tra le 8 e le 15. |
| Pause | Avvisi dopo ogni 15 minuti consecutivi di utilizzo e ulteriori richiami dopo 60 e 90 minuti complessivi. |
| Like | Il numero dei like e delle reazioni sarà nascosto di default agli adolescenti. |
| Feed | Sarà disponibile un feed non personalizzato dai sistemi di raccomandazione; i genitori potranno renderlo l’impostazione predefinita. |
| Autoplay | Potrà essere disattivato e i genitori potranno intervenire sulle impostazioni. |
| Età | Meta dovrà rafforzare i sistemi per individuare sia gli under 13 sia gli utenti tra 13 e 17 anni che dichiarano un’età adulta. |
Le due ore saranno cumulative tra Instagram e Facebook e Meta afferma che il conteggio dovrà tenere conto anche di eventuali account multipli riconducibili alla stessa persona. I messaggi diretti saranno invece esclusi dal limite temporale, dalla modalità notturna e da quella scolastica, per non impedire agli adolescenti di comunicare con familiari e amici.
Tra le altre misure previste figurano limitazioni ad alcuni filtri estetici, strumenti più semplici per segnalare contenuti problematici, profili privati come impostazione predefinita e sistemi di supervisione che dovrebbero dare ai genitori maggiori informazioni sull’utilizzo delle piattaforme.
Quando entreranno in vigore
L’approvazione dell’accordo non significa che dal 27 agosto tutti gli adolescenti americani abbiano già trovato Instagram bloccato dopo due ore. Le modifiche saranno introdotte progressivamente, con tempi diversi a seconda delle funzioni.
Reuters riferisce che il feed non personalizzato dovrà essere disponibile entro circa quattro mesi, una parte consistente delle modifiche entro sei mesi e le principali misure di verifica dell’età entro un anno. La maggior parte degli obblighi resterà in vigore per dieci anni, mentre il limite di tempo e il blocco notturno hanno inizialmente una durata minima di cinque anni.
Ed è qui che entrano in gioco TikTok e YouTube. L’accordo prevede infatti un secondo livello di protezione nel caso in cui anche queste piattaforme accettino standard analoghi: il limite potrebbe scendere a un’ora per piattaforma, mentre il blocco notturno potrebbe estendersi dalle 22 alle 7. Per ora, però, questa non è la regola applicata agli adolescenti: è una condizione prevista per una possibile fase successiva.
Come farà Meta a sapere quanti anni hai?
È la domanda diventata centrale il 31 agosto. Instagram e Facebook vietano formalmente l’utilizzo ai bambini sotto i 13 anni, ma dichiarare una data di nascita falsa è sempre stato relativamente semplice. Meta utilizza già diversi segnali per stimare se l’età indicata da un utente sia plausibile e ha progressivamente sviluppato sistemi basati anche sull’intelligenza artificiale per individuare account che potrebbero appartenere ad adolescenti nonostante una data di nascita adulta.
Il nuovo accordo chiede di rafforzare ulteriormente questi strumenti, in particolare per riconoscere gli under 13. Tra le misure previste ci sono l’analisi delle reti di amicizie collegate agli account dei più giovani, procedure più semplici per segnalare profili che potrebbero appartenere a bambini e il controllo di un revisore indipendente sull’efficacia dei sistemi utilizzati da Meta.
Questo non significa che ogni adolescente dovrà automaticamente mostrare una carta d’identità o registrare un video-selfie prima di utilizzare Instagram. L’accordo non impone un unico metodo di verifica documentale e il problema resta delicato proprio perché la verifica dell’età deve essere conciliata con la tutela della privacy dei minori.
E in Italia cosa cambia?
Per ora, sul limite delle due ore, nulla in modo automatico. Un adolescente che utilizza Instagram o Facebook in Italia non è soggetto a queste nuove restrizioni semplicemente perché un giudice americano ha approvato l’accordo.
Esistono però già protezioni che riguardano anche gli utenti europei. Meta ha esteso i Teen Accounts, che introducono impostazioni più restrittive per i profili degli adolescenti, e utilizza sistemi basati anche sull’intelligenza artificiale per cercare di riconoscere utenti che potrebbero avere meno di 18 anni anche quando dichiarano un’età superiore.
Contemporaneamente, l’Unione europea sta intervenendo attraverso il Digital Services Act, che impone alle piattaforme obblighi specifici quando i loro servizi possono essere utilizzati da minori. Nel luglio 2026 la Commissione europea ha preliminarmente contestato a Meta alcuni aspetti del design di Instagram e Facebook, concentrandosi proprio su meccanismi come infinite scroll, autoplay, notifiche e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati, considerati potenzialmente capaci di favorire comportamenti di utilizzo compulsivo.
L’Europa sta lavorando anche a sistemi di verifica dell’età che dovrebbero permettere a un utente di dimostrare di avere superato una determinata soglia senza dover necessariamente comunicare più dati personali di quelli indispensabili. Il percorso europeo è indipendente dall’accordo americano, ma affronta quindi alcuni degli stessi problemi: identificare correttamente i minori, proteggerne la privacy e ridurre i meccanismi delle piattaforme che possono favorire un utilizzo eccessivo.
Perché si è arrivati a queste misure
Le cause degli Stati americani partivano dall’accusa che Meta avesse progettato alcune caratteristiche di Facebook e Instagram in modo da massimizzare il tempo trascorso sulle piattaforme dagli utenti più giovani e che avesse raccolto dati di bambini sotto i 13 anni senza rispettare pienamente le regole previste dalla normativa statunitense. Tra gli elementi contestati figuravano infinite scroll, notifiche frequenti, sistemi di raccomandazione e l’esposizione a contenuti potenzialmente dannosi.
Meta ha respinto l’idea di avere ignorato la sicurezza dei giovani e sottolinea di avere introdotto negli anni Teen Accounts, controlli parentali, limitazioni ai contenuti e sistemi sempre più sofisticati per individuare l’età degli utenti.
La questione che emerge dall’accordo è quindi più ampia del semplice numero di ore trascorse davanti allo schermo. I social sono anche luoghi nei quali bambini e adolescenti comunicano, cercano informazioni, scoprono interessi e trovano comunità nelle quali riconoscersi; per questo il confronto sulla loro sicurezza riguarda sempre meno soltanto le scelte individuali delle famiglie e sempre più anche il modo in cui le piattaforme vengono progettate.
Le nuove regole americane e gli interventi avviati dall’Unione europea mostrano uno spostamento concreto del dibattito: accanto alla responsabilità di ragazzi, famiglie e scuole entra sempre più chiaramente quella delle aziende che progettano e gestiscono gli spazi digitali frequentati dai minori.